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tony's space

n'ata voce sulitaria...................................................(Non passare senza lasciare un saluto)
7/18/2008

MISTERI DELLA STORIA

 
BIBBIA: IPOTESI

 
Studiosi, psicologi  e appassionati di misteri hanno spesso fatto ipotesi diverse su alcuni fatti presenti nella Bibbia. Facciamo riferimento a personaggi, circostanze e cose che sono coperti da un velo di mistero e che ad oggi non hanno ancora trovato una univoca e certa spiegazione.
La Torre di Babele, per esempio, di cui non si è ancora sicuri sul vero motivo della sua costruzione. Rappresenta, di certo, la costruzione più imponente (ZIGGURAT ??) realizzata a quei tempi dagli uomini. In sumerico la torre era chiamata "Etemenanki" che significa "il luogo dove la terra si unisce la cielo" ed è stata vista e descritta da Erodoto da Alicarnasso durante il 460 a.C.
Considerata la sua struttura a gradoni, lo studioso Zecharia Sitchin ipotizza potrebbe trattarsi di una torre di "atterraggio" con rampe d'attracco per astronavi aliene!
Lo psicologo israeliano Benny Shanon, ipotizza, invece, che il racconto di Mosè potrebbe trattarsi solo il frutto di allucinazioni. Mosé poteva essere sotto l'effetto euforizzante della corteccia di "Mimosa hostilis", una pianta già nota già nell'antichità, che cresceva nel deserto del Sinai e che era chiamata "Shita" dagli israeliani (col cui legno fu costruita l'Arca). Così come tuttora sciamani di alcune tribù, durante riti collettivi, fanno uso di droghe naturali, lo stesso capotribù Mosè poteva far uso della corteccia della pianta per ottenere un effetto allucinogeno e nel delirio raccontare dell'incontro avuto col Signore! La stessa "Arca dell'Alleanza" , la cui esistenza e utilità sono ancora avvolte nel mistero, secondo alcuni studiosi di UFO, potrebbe trattarsi di un "apparecchio radio-ricevente" radioattiva. Questo il motivo per cui, come detto nell'Esodo, doveva sempre essere avvolta in tre pesanti drappi mentre i Filistei che se ne impadronirono e la toccarono, furono colpiti da piaghe (radiazioni ?) 

 
La copertura fibrosa che copriva l'Arca era forse isolante e tratta da una pianta tipica di quei luoghi da cui si estrasse, successivamente, una gomma isolante.
Come un forte accumultatore, l'oggetto considerato sacro, fulminò Uzzà, guardia di re Davide, che durante il trasporto la toccò per evitare che si rovesciasse.
Sempre nell'ottica che il popolo (eletto) di Israele fosse "guidato" da entità aliene (soprannaturali) che all'epoca avevano avuto dei contatti con il popolo terrestre, la visione di Ezechiele del carro di fuoco, può trattarsi di una piccola navicella (un modulo di trasferimento di una nave madre in orbita). L'ingegnere aerospaziale Josef Blumrich ne avrebbe perfino ricostruito un fac-simile.
Ma la storia è piena di situazioni ed oggetti inspiegabili che porterebbero a non dubitare ulteriormente sull'esistenza di intelligenze extra terrestre. Dalle strane incisioni preistoriche alle impossibili costruzioni megalitiche, fino ad arrivare al misterioso teschio di cristallo trovato a Lubaantùm (città Maya), di cose da capire ve ne sono ancora tante!
 
 
7/11/2008

MONACI GUERRIERI

 
 
SE I DOB DOB RITORNASSERO?!
 
[A picture of an anonymous Sera dob dob taken before 1959. Sera Project archival collection] 
 
A riguardo dell'attualità del buddhismo nel quadro delle crescenti ingiustizie sociali e della crescente crisi ambientale e civile del mondo moderno, voglio rendervi partecipi di un articolo sui "monaci guerrieri" che ho letto in questi giorni su una rivista di "Focus Storia".
Se si guarda alla storia del Tibet, gli ultimi novecento anni confermano la natura individuale e non cinese della cultura, della lingua, della spiritualità e delle credenze del popolo tibetano. Una autonomia piena e indiscussa. Questa autonomia e differenza, anche in contrapposizione alla cultura cinese, è stata utilizzata per oltre cinquecento anni dai mongoli e dai Qing per governare la Cina e per dare unità politica alle popolazioni dell’Asia interna che erano state chiamate a reggere la Cina in virtù delle proprie conquiste militari. Fu allora che il Tibet uscì dal proprio isolamento e, accettando di entrare a far parte delle vicende cinesi, dando sostegno ideologico, amministrativo e letterario a due dinastie straniere in Cina (i mongoli dal 1212 al 1368 e i Qing dal 1644 al 1911), confuse irreparabilmente la propria storia con quella della Cina fino al punto che a livello amministrativo, linguistico, artistico, architettonico e politico è impossibile, oggi, fare la storia del Tibet e della Cina in modo separato. 
Le dure proteste condotte da monaci mostrano l'attivismo buddhista, mentre i monaci che scagliano pietre contro i cinesi in Tibet, oppure che si radunano in massa contro le forze armate del Myanmar, possono suonare come note stridenti. A noi occidentali è noto che il buddhismo insegna la gentilezza anche nei confronti del più acerrimo nemico e lo ha fatto per più di 2.500 anni. Tuttavia esplosioni sporadiche di violenza sono diventate sempre più frequenti nelle società buddhiste asiatiche che lottano contro la dominazione straniera e regimi oppressivi. In ampie manifestazioni di protesta, ultimamente,  monaci dalle vesti cremisi  si sono uniti ai cittadini comuni che hanno dispiegato bandiere tibetane chiedendo l'independenza dalla Cina. Queste scene sono contrarie alla filososfia buddhista del rifuggere la politica e dell'accettare anche i nemici più aspri - nozione alla quale la fede ha aderito, con alcune eccezioni tumultuose, nella sua storia - di cui parlerò appresso.
"Di questi tempi predicare non è abbastanza. I monaci devono agire per migliorare la società, per eliminare il male"
dice Samdhong Rinpoche, primo ministro del governo tibetano in esilio e lama di alto rango.
"Usate i mezzi pacifici quando sono appropriati, ma quando non fossero appropriati, non esitate a ripiegare sull'uso della forza"
disse il penultimo, ora morto, Dalai Lama quando il Tibet combatté i cinesi negli anni '30.
Nonostante l'aspetto passivo di questa fede, è da molto tempo che esiste una sua vena aggressiva..........
 

[Monaci nel monastero di Rumtek, Sikkim]
 
Il Tibet è esistito come nazione indipendente solo prima del 1300 d.C.
Successivamente, caduto l'impero mongolo, sia la Cina sia il Tibet riconquistarono l'indipendenza.
I rapporti fra Cina e Tibet assunsero la forma di regolari scambi di cortesie diplomatiche fra due governi indipendenti. Lo sforzo del monaco tibetano Changchub Gyaltsen di far sparire tutte le tracce dell'amministrazione mongola costituì, per il Tibet, una vera e propria dichiarazione d'indipendenza dall'influenza straniera e un tentativo di
ricerca di una identità nazionale.
Nel 1374 un giovane di nome Tsongkhapa cominciò a frequentare le principali scuole di buddhismo tibetano e studiò sotto la guida di eminenti lama. Tsongkhapa fondò un monastero a Ganden, vicino a Lhasa, dove gli apparve Atisha, lo studioso bengalese dell'XI secolo il cui contributo era stato fondamentale per la seconda diffusione del buddhismo in Tibet. Anche se è probabile che Tsongkhapa non intendesse fondare una nuova scuola di buddhismo, i suoi insegnamenti attrassero molti discepoli, i quali trovarono nel suo desiderio di ritorno ai precetti originari di Atisha una interessante alternativa alla via seguita dai precedenti ordini politicamente corrotti di Sakyapa e Kagyupa. Nel 1445, i suoi discepoli fondarono un monastero (Tashilhunpo) presso Shigatse e il movimento cominciò a essere conosciuto con il nome di ordine Gelugpa  o 
Gelug (virtuoso). I mongoli cominciarono a interessarsi al nuovo e sempre più potente ordine del Tibet ai tempi della terza guida reincarnata del Gelugpa, Sonam Gyatso (1543-88). Con un gesto che ricordava l'ingresso dei Sakyapa sulla scena internazionale nel XIII secolo, Sonam Gyatso, nel 1578, accettò l'invito a incontrare Altyn Khan (capo mongolo lontano discendente  di Genghis Khan). Durante l'incontro, Sonam Gyatso ricevette il titolo di Ta-Le (Dalai), che significa 'Oceano', nel suo caso Dalai Lama, ovvero 'Oceano di Saggezza'. Al titolo fu dato valore retroattivo e venne quindi conferito anche alle due precedenti reincarnazioni, cosicchè Sonam Gyatso divenne il terzo Dalai Lama.
 
[Statua di Tsongkhapa - Monastero Kumbum, Qinghai (Amdo), Cina]
 
Possiamo affermare, a grandi linee, che il Tibet dal 1300 al 1950 è sempre stato parte integrante della Cina ma con un ampia autonomia locale.
In Cina, dopo anni di sconvolgimenti interni e guerre civili, il regime nazionalistico di Ch’ang Kai Shek venne sconfitto e il 21 settembre 1949 fu proclamata la
Repubblica popolare cinese con a capo Mao Tse Tung.
Il nuovo regime comunista non nascose dall’inizio i propri propositi nei confronti del Tibet.
Difatti, nel 1950 il Tibet fu invaso dai cinesi e fu abolita ogni tipo di autonomia e con la repressione della rivolta di Lhasa essi assunsero il controllo di tutti i principali passi
fra il Tibet e l'India. Una successiva repressione avvenne nel 1959 quando centinaia di tibetani vennero uccisi dalle truppe cinesi.
La Regione Autonoma del Tibet (T.A.R.) venne ufficialmente alla luce solo nel 1965, fra squilli di tromba e racconti di tibetani felici che cercavano di ricacciare indietro lacrime di gratitudine nei confronti della grande madrepatria. Nel frattempo, però, in Cina stava cominciando un periodo di disordini. E fu proprio prima dell'occupazione del Tibet da parte della Cina del 1959, che i cosidetti "monaci guerrieri" a volte avevano più potere e armi dell'esercito.  Il monastero Sera di Lhasa, fonte delle recenti proteste, era particolarmente noto per i suoi guerrieri di élite, i "Dob-Dob" (ldob ldob), che nel 1947 presero parte ad una ribellione che costò 300 vite.

[Dal sito: http://it.viaggi.yahoo.com/p-guida_viaggi-1162922-tibet_storia-i]
 
[Giovani monaci in un monastero tibetano] 
 
All'epoca, la confraternita dei Dob-Dob si distingueva dagli altri monaci per l'acconciatura (capelli lunghi tenuti a ciocche dietro le orecchie), per vestire diversamente e per essere sempre armati (coltelli o spade), ma la loro caratteristica peculiare era la professione di una dottrina rivolta ai piaceri e alla mancanza di regole, decisamenete diversa da quella tipica e pacifista del buddismo. Seppur strano, i monaci avevano bisogno di simili rissosi "colleghi" sia perché gli vennero assegnati funzioni di polizia e sia perché attraverso l'ordine dei "monaci guerrieri" le istituzioni monastiche "sfruttavano" e tenevano sotto controllo i giovani "devianti", ovvero coloro che per carattere ed indole non erano in grado di mantenere voti e rispettare regole. Comunque, dopo i 40 anni i Dob-Dob venivano reintegrati nei monasteri (disarmati) con funzioni amministrative e addetti alla disciplina.
Praticamente, tutti i bambini tibetani venivano mandati in età prepuberale presso i monasteri per ricevere istruzione ed un'educazione monastica che era ed è alla base della religione buddista. Tra i novizi i monaci "insegnati" potevano scegliere i propri "preferiti" e tra loro si instauravano rapporti più stretti, un pò come avveniva con gli antichi istitutori greci. A circa diciotto anni i ragazzi dovevano poi decidere del loro futuro, se abbandonare del tutto la tonaca, continuare nello studio delle pratiche religiose, oppure rimanere nel monastero con altri ruoli. Le teste calde, gli insofferenti ed i violenti potevano scegliere di diventare dei Dob Dob, per esempio, in modo tale da continuare a mantenere i voti e, al contempo,
soddisfare i propri desideri mondani. Rimanere monaci era vantaggioso e dava comunque dei privilegi.
I giovani Dob Dob venivano avviati, così, all'addestramento sportivo che terminava in gare, specialmente tra gruppi di differenti monasteri. Infatti la rivalità tra le diverse confraternite era molto forte, sebbene alla base c'era solo la voglia ed il bisogno di "sfogare" l'aggressività (l'ordine dei Gelugpa era il più famoso). I "monaci guerrieri" all'interno delle varie confraternite sceglievano autonomamente i propri leaders ed i nuovi membri, prediligendo, ovviamente, i giovani che si dimostravano più forti e corpulenti. All'interno del monastero, a loro toccavano i lavori manuali più duri e funzioni di polizia durante le grandi cerimonie religiose. Essi facevano da scorta a prelati, nobili e mercanti quando in viaggio in zone remote e pericolose. A quei tempi i monasteri erano come piccole cittadine, importanti centri politici e commerciali.
Possedevano vaste tenute e le attività artigianali e commerciali con personale amministrativo doveva spesso essere "controllato".
Per un Dob Dob la religione contava poco e molti di loro si guadagnarono una discutibile fama. Descritti come oltraggiosi, rozzi e rissosi, i monaci guerrieri avevano anche anche la nomea di essere omosessuali. Si diceva che rapissero spesso giovani fanciulli per soddisfare i propri bisogni sessuali (ai monaci sono vietati rapporti eterossesuali). Ma, nonostante tutto, nessun tibetano ritenne in cuor suo i Dob Dob dei cattivi monaci. Al contrario, molti venivano stimati dalla popolazione perché gli unici ad intervenire in aiuto dei più deboli ed erano considerati sinceri e disinteressati più degli altri monaci.
Nel 1959 fu l'ultima volta che i monaci guerrieri, ufficialmente,
usarono con eroismo le armi per tentare di liberare il loro paese dai soldati cinesi. Migliaia di uomini, donne e bambini vennero massacrati nelle strade di Lhasa e in altri luoghi. Il 17 marzo 1959 il Dalai Lama abbandonò Lhasa per cercare asilo politico in India. Egli fu seguito da oltre 80.000 profughi tibetani. Mai, prima nella loro lunga storia, tanti tibetani erano stati costretti a lasciare lo loro patria in circostanze così difficili. Oggi ci sono circa 130.000 profughi tibetani dispersi in tutto il mondo. La sollevazione si stima abbia comportato una strage di almeno 65.000 persone (cifre più attendibili indicano in 80.000 vittime e 300.000 profughi). Per il Tibet iniziò un periodo tragico e buio, privato com'era del suo capo di stato e guida spirituale.
Il resto è storia recente. 
 
 
7/1/2008

Il misterioso pianeta "X"

 
Il sistema solare, il pianeta X e la città del Vaticano 
 
 
Il misterioso pianeta "X", di cui si parla da anni, ha a che fare col sistema solare, ma cosa c'entra il Vaticano?
La storia non è semplice e come per tutti gli "X" files non vi sono dati sicuri e probanti, ma solo voci, rivelazioni, teorie, piccole scoperte scientifiche e deduzioni oltre che dei Top secrets.
Potremmo dire che la storia inizia addirittura ai tempi dei Sumeri ed avrebbe a che fare con gli extraterrestri!
Sulla ricerca del decimo pianeta del sistema solare (il cosiddetto pianeta X) vi sono state da parte degli studiosi varie teorie, mentre antiche tavolette d'argilla mesopotamiche, tradotte dall'archeologo Zecharia Sitchin lascerebbero intuire che si tratta del pianeta Nibiru menzionato dagli antichi popoli mesopotamici. Il tutto inizia con un'anomala rilevazione strumentale riscontrata dal satellite-telescopio IRAS (Infrared Astronomical Satellite) nel 1983 e comunicata in conferenza stampa dal JPL della NASA.
Sui giornali fu riportata un'eclatante notizia in merito ad un anomalo dato lRAS che indicava un corpo planetario di dimensioni superiori a quelle della Terra, a circa 50 miliardi di miglia dal nostro pianeta.
Importante diventa il comunicato della BBC del 28 settembre 1999 secondo il quale gli scienziati avevano scoperto un nuovo corpo celeste, orbitante attorno al Sole oltre Plutone il quale aveva deviato la traiettoria del Pioneer 10 per una durata di 25 giorni.
Ma già precedentemte Tom Van Vlandern che lavorava col collega astronomo Robert Sutton Harrington, allo "US. Naval Observatory" di Washington, persuase Harrington dell'esistenza del Pianeta X e questi ne fece menzione nei suoi ultimi scritti scientifici del 1991.
Nel 1987 lo scrittore H.S. Stuttman (Connecticut, USA.) pubblicò un'enciclopedia intitolata "New Science and Invention Encyclopedia" dove viene riportata, accanto ad un'illustrazione della sonda spaziale Pioneer 10 della NASA (la prima sonda spaziale ad uscire dal Sistema Solare per entrare nello spazio interstellare, proprio nel 1983), un diagramma che mostra l'itinerario delle due sonde Pioneer 10 ed 11. Ma contestualmente vengono rappresentati anche due oggetti anomali: quello indicato come una stella morta ("Dead Star"), posta a 50 miliardi di miglia, ed il Decimo Pianeta ("Tenth planet"), a 4,7 miliardi di miglia.
Potrebbe uno di questi due corpi essere l'anomalo corpo celeste individuato dall'IRAS oppure il rosso dio-pianeta Nibiru adorato dai Sumeri?
Poi, vi sono alcuni avvenimenti e strane coincidenze avvenute mentre erano in corso i progetti di ricerca australiani "Near Earth Objects" dell'osservatorio astronomico "Learmonth Solar Observatory" ed il programma di monitoraggio spaziale americano "U.S. SpaceWatch Project", i quali lascerebbero intuire, entrambi, che tali ricerche riguardassero proprio quella porzione di galassia dove presumibilmente graviterebbe il pianeta X. Il chimico britannico Andy Lloyd sostiene la teoria secondo cui Nibiru sarebbe un pianeta che orbiterebbe in senso antiorario attorno ad una stella compagna del Sole (Dark Star Theory).
Dal 1995 ad oggi non solo sono stati scoperti moltissimi pianeti al di fuori del sistema solare, ma è diventata sempre piu attendibile, grazie a sorprendenti dati sperimentali, l'ipotesi della Fascia di Kuiper-Edgeworth: una larga zona esterna alle orbite di Nettuno e Plutone e precedente la Nube di Oort, popolata da centinaia di corpi planetari. Il più grande di questi KBO ("Kuiper Belt Objects" - Oggetti della Fascia di Kuiper) scoperti sinora, catalogato come -2003 UB313- ha una dimensione superiore a quella di Plutone e presenta persino un satellite naturale.
 
 
Ed il Vaticano?
Un ex sergente-maggiore della NATO, avrebbe confidato che la NASA aveva lanciato una sonda automatica, nell'ambito di un fantomatico progetto denominato "SILOE", e che tale sonda aveva poi inviato al Centro Elaborazione Dati del J.P.L. di Pasadena, in California, due fotografie, ottenute con un sistema di rilevazione all'infrarosso, raffiguranti un 'nuovo' corpo celeste, dall'atmosfera molto densa e inserito in un'orbita molto ellittica, oltre quella di Plutone. Lo stesso Zacharia Sitchin aveva dichiarato l'esistenza di un programma segreto denominato "Siloe".
Il progetto in questione, iniziato negli anni '90, pur essendo stato realizzato con tecnologia NASA, non si sarebbe avvalso dei soliti finanziamenti militari o civili, ma sarebbe stato addirittura finanziato dal..... Vaticano!
A questo va aggiunta la notizia, datata primavera '99, ripresa dall'ANSA e confermata dal Prof. Rudolph Koller, docente di teologia all'Università di Salisburgo, secondo cui il Vaticano avrebbe varato un programma, in base al quale ventiquattro sacerdoti cattolici sono già preparati a partire per il Cosmo, nel momento in cui si stabilisse un contatto 'ufficiale' con intelligenze non terrestri.
Ma il solo nome del progetto già darebbe adito a pensare dal momento che Siloe viene menzionato nella Bibbia e si tratterebbe del nome della piscina che riceveva le acque (considerate sacre dai cristiani ) dalla fonte di Gihon attraverso un canale scavato nella roccia, dalle radici del Monte Siòn di Gerusalemme.
Dai tempi di Galileo la Chiesa ha avuto sempre un legame molto stretto con l'astronomia e con tutto ciò che riguarda la possibilità di vita su altri pianeti. Da un punto di vista teologico e religioso l'esistenza di altre forme di vita non scardinerebbe di certo i dogmi della dottrina cristiana ma risulterebbe solo una manifestazione 'diversa' della stessa Verità.  Negarne a priori l'esistenza significherebbe, al contrario, limitare l'onnipotenza del Creatore stesso. Non è una singolare "coincidenza" che a partire dal 2000 siano state divulgate informazioni inerenti il Vaticano e dalle evidenti implicazioni ufologiche Nel 2003 la rivista americana "The Spectrum" pubblica un'intervista all'astrofisico James McCanney pubblicato a sua volta nel 2004 dalla rivista australiana "Nexus"che sostanzialmente ribadisce, tra le tante cose, che esiste un vasto programma di copertura che coinvolgerebbe enti quali la NASA, la CIA, l'NSA e lo stesso Vaticano in merito all'esistenza e al prossimo avvento del Decimo Pianeta.
Il resto rimane TOP SECRET!
 
 
 
6/22/2008

DALLA CINA CON FURORE

 
Stranezze asiatiche
 
 
 
Non so dirvi se è stata una stravagante idea di questa ragazza, autocostruita, oppure se è un articolo normalmente in vendita! 
 

 
 
Una geniale invenzione di una ditta taiwanese nata pensando agli UFO ed unendo insieme un berretto con un ombrello.
Ovviamente l'impermeabile è venduto in diverse taglie e colori.
 
 
 
 
Questa struttura è stata costruita di recente in Cina nella provincia di An Hui Province.
Rappresenta due strumenti musicali: il violino porta all'interno le scale per raggiungere la costruzione che è stata creata per esporre vari progetti di aree urbane.
 
 
 

Una coppia di sposi a Guiyang nel sud della Cina, nel giorno del loro matrimonio.
A parte il corteo, la cosa più bizzarra è che il velo della sposa era lungo circa 28 metri.
 
 


C'è poco da dire, per i giapponesi il sesso non è davvero un tabù come da noi!
 
 
 

I giapponesi non sono da meno in fatto di stravaganza. Probabilmente in qualche città, al sindaco piace decorare le cabine telefoniche. Eccovene due.
 
 
 
 
Se qualcuno non crede ancora che per gli orientali il cane sia un animale commestibile, legga la penultima riga di questo menu!
 
 
 
 
Questo è quello che succede, in estate, in piscina o al mare, oppure giornaliermente, ad una normale fermata d'autobus, nel paese più popolato al mondo: la Cina!
 
 
 
 
Un oggetto simile lo teniamo anche noi occidentali , ma non è certo di tali dimensioni e con attrezzi utili per i lavori in campagna!
 
 
 

A tutti piacciono le piante, ma se non vi bastano quelle in vaso, le potete incorniciate in un quadro.
 
 
 

E' incredibile quello che si può trovare nelle macchinette automatiche...... utile se capita di dover fare uno spuntino notturno!
 
 
 


Un modo di vendere budini in Giappone.
 
 
 
 
 
Per i giapponesi il sesso è anche divertimento (mania?)
 
 
 

Si sa, un immagine vale più di mille parole!
 
 
 
6/18/2008

Pensieri

 
Penziere mieje
 
 
Eduardo De Filippo è stato e sarà ricordato come un grande attore di teatro e di cinema, ma non tutti sanno che oltre ad essere stato un grande autore teatrale, ha scritto anche numerose poesie. Ve ne propongo una, osando di tradurla in italiano per chi non conosce il napoletano.
E' una poesia sui pensieri che, come dice Eduardo, spesso non hanno il coraggio di uscire integri (nudi) così come sono nati.
E seppur lo facessero, costandogli la vita, c'è poi sempre qualcuno che cercherà di "coprirli".
 
 
Penziere mieje                                               Pensieri miei
Penziere mieje, levàteve sti panne,                   Pensieri miei, toglietevi 'sti panni
stracciàtev' 'a cammisa, e ascite annuro.           stracciatevi la camicia e uscite nudi.
Si nun tenite n'abito sicuro,                             Se non tenete un abito certo,
tanta vestite che n'avit' 'a fa?                         tanti vestiti che ne dovete fare?
Menàteve spugliate mmiez' 'a via,                     Uscite spogliati in mezzo alla strada,
e si facite folla, cammenate.                           e se si fa folla, camminate.
Si sentite strillà, nun ve fermate:                     Se sentite strillare, non vi fermate,
nu penziero spugliato 'a folla fa.                       sarà la gente che dice: guarda un pensiero nudo.
Currite ncopp' 'a cimma 'e na muntagna,            Correte sopra la cima di una montagna,
e quanno 'e piede se sò cunzumate:                 e quando i piedi si saranno consumati:
un'ànema e curaggio, e ve menate...                con animo e coraggio, menatevi….
nzerrano ll'uocchie, primm' 'e ve menà!              chiudete gli occhi prima di lanciarvi!
Ca ve trovano annuro? Nun fa niente.               Vi troveranno nudo? Non fa niente.
Ce sta sempe nu tizio canusciuto,                    Ci sta sempre un tipo conosciuto,
ca nun 'o ddice... ca rimmane muto...               che non lo dirà… rimarrà muto…
e ca ve veste, primm' 'e v'atterrà.                    e vi vestirà prima di seppellirvi.
Eduardo De Filippo
 
 
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